Lunedì pomeriggio ero in auto direzione Istituto Olivetti dove grazie a Zei e al progetto Discovery sto avendo la possibilità di realizzare Comincia adesso, laboratoria di educazione non formale per docenti di scuola secondaria di secondo grado, un percorso di (de)formazione pensato per far capire a chi insegna che ogni tanto è bello disimparare un po’.
Ero in auto, e devo dire che quel giorno non mi stava proprio andando perchè non ero in formissima, fisica e mentale. Se fossi stata in una dinamica lavorativa differente probabilmente avrei mandato il certificato medico e sarei rimasta a casa, ma quando sei partita iva free lance, quest’opzione non è proprio da prendere in considerazione.

Forse per supportarmi nel farmela andare, l’archivio visivo del mio cervello mi ha proposto l’immagine del numero 79 su sfondo bianco in un cerchio rosso tipo segnale stradale, immagine che periodicamente torna associata ad una serie di pensieri e ricordi in quanto 79 è stato il voto che ho preso all’esame di maturità nel 2005.

79: per una serie di problemi di salute ho rischiato di dover rimandare la maturità a settembre, quindi buona così, già è tanto averla fatta. Ma un punto di incoraggiamento anche alla luce di un percorso che comunque non è stato proprio male sarebbe stato gradito. E invece no.

79: per ritirare il diploma ho dovuto pagare la marca da bollo di 14,62 €. Dall’80 in su si era esenti dal pagamento. Un punto, 15 €. Nel 2005 con 15 € ci avrei fatto un sacco di cose. E invece no.

79 in sintesi: sì, bel percorso di studi, vali mh, diciamo non abbastanza. E tocca paghi.

Lunedì pomeriggio l’incontro è andato molto bene: sono emerse tutta una serie di questioni e criticità legate al “mondo scuola” e una di queste è proprio il sistema voto. Lo hanno detto loro, non io. Piccola grande soddisfazione da aggiungere alla lista dei “noi lo sapevamo già” che prima o poi scriverò e condividerò con un po’ di persone che si occupano di far girare il sistema in cui siamo, sistema che evidentemente sta crollando su sé stesso, a partire dal pilastro-scuola.

La laboratoria Comincia adesso prende il titolo da una canzone dei 99 posse che fa parte di la Vida que vendrà, album del 2000 che ascolto praticamente da quando è uscito e che ha contribuito a rafforzare in maniera importante tutta una serie di pensieri che ho sul mondo. Mondo che nel 2000 non aveva ancora visto degli eventi, tipo il G8 di Genova del 2001, e quindi ancora ci si credeva veramente che “questo non è l’unico mondo possibile”. Io ci credo ancora, e per fortuna non sono sola anche se in questo momento non è propriamente semplice: in questo periodo di caos sociale, immaginare e fare mi aiuta a non soccombere a tutte le forze che generano tensione continua. Farlo con altre persone generando insieme delle possibilità mi dà un’ulteriore spinta ad andare avanti.

Quest’anno sarà il 25° anniversario dal G8 di Genova, dall’uccisione di Carlo Giuliani, dal massacro della Diaz e di tutto quello che è accaduto in quei quattro giorni che hanno cambiato il mondo, i movimenti, la politica, la nostra generazione. Gli effetti li stiamo vedendo ancora oggi o forse di nuovo oggi: il tempo non è lineare ma circolare e la storia non si scrive da sola. 25 anni è il tempo in cui un fatto diventa storia con la s maiuscola o che può entrare nel libri di storia, non ricordo. Il punto è che e a ‘sto giro ha senso che questa storia qui la scriviamo noi, e quindi a margine di numerose birrette di confronto serale sulle sorte personali e del mondo, grazie a Zei queste riflessioni sono diventate una visione collettiva.

Martedì 27 gennaio dalle 19.30 alle 21.30 daremo il via a ZEI Social Forum, un momento di confronto per parlare, conoscere e riflettere insieme su ciò che sta accadendo nel mondo. Questo primo appuntamento è uno dei passi iniziali di un percorso più ampio, che nei prossimi mesi ci accompagnerà verso altri momenti di riflessione e confronto, partendo da ciò che il g8 di Genova ha significato per noi e cosa rappresenta ancora oggi. Per provare a dare un senso nuovo a tutto questo, anche alla giornata della memoria, nel primo incontro, l’attenzione sarà rivolta alle crisi internazionali che stanno segnando il nostro presente, da Gaza al Venezuela, fino all’Iran. Un’occasione per ascoltare direttamente le voci delle persone, superare la logica dello speak for e lasciare spazio a esperienze, vissuti e punti di vista . Perché comprendere significa prima di tutto ascoltare.

Capire l’importanza di ogni singolo colore
Dipende da noi saperlo collocare bene
Ancora da noi, capire il senso nuovo
Che può dare all’insieme
Che dobbiamo immaginare
Solo noi, solo noi, solo noi

Impercettibili sfumature
Così difficili da dimenticare
Così decise da trasformare
Sorrisi in lacrime

Impercettibili sfumature
Così decise da trasformare
Cieli grigi in giornate di sole
Il coraggio in mille paure

Sfumature – 99 posse

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