Fra tutte le canzoni che mi risuonavano in testa questa mattina al risveglio, come primo ascolto della giornata ho scelto Neverending story di Nihmal. Forse è tutto questo andare sulla luna di queste ultime ore che ha risvegliato la vocina che fa riiich the stars, o forse il fatto che da qualche parte avevo salvato l’informazione che il 6 aprile 1984 il film culto per la mia generazione ha debuttato nelle sale tedesche (improbabile ma non impossibile). 

O forse era semplicemente un bisogno di evasione da questa realtà sempre più dispotica -avevo scritto distopica e il correttore ha cambiato il dispotica, come dargli torto?- nella quale ci troviamo a vivere.

Trump oggi ha annunciato tramite il social Truth l’ultimatum alla popolazione iraniana e quindi anche un po’ al mondo mentre l’equipaggio di Artemis II continua ad inviare foto spettacolari della Luna e della Terra viste da abbastanza lontano – il più abbastanza di sempre, pare.

Della serie: possibile che domani non ci svegliamo ma vuoi mettere che bello the dark side of the moon!

In tutto questo contesto ho provato a riprendere per la Xesima volta la lista delle cose sospese, quelle lasciate a metà, quelle da fare con più o meno voglia nelle prossime settimane, mi sono resa conto che mancano due pagine alla fine di un quaderno che mi accompagna dall’8 settembre: pagine dense di parole altrui, pensieri miei, appunti sparsi. 

la prima pagina è frutto di una raccolta effettuata a Roma durante il momento di apertura dell’assemblea vogliamo tutt’altro, parole che rilette alla luce di quest’oggi hanno ancora più senso. 

***

lanciamo parole e pratiche portiamo energia e pensieri e corpi a quest’onda senza perdere le nostre specificità incarnate è tutto connesso siamo tutte connesse materialmente disegniamo altro nessuna prestazione della politica

***

Qual è il senso che si può dare alle “cose” quando tutto sembra non averne più?

Qualche giorno fa una carta Intuiti mi ha suggerito di dare un senso a quello che sto facendo:

questo senso che aleggia nell’aria da tempo e che ha a che fare con parole, appunti, quaderni e cose scritte.

Forse le ultime due pagine le uso per un recap di fine quaderno, una sorta di indice delle cose che posso trovare lì dentro quando tornerò a sfogliarlo alla ricerca di qualcosa.

Un domani. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *